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the test pilot

piccolo articolo polemico

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l'altro giorno ho dovuto scrivere, per motivi "scolastici" un articolo giornalistico d'opinione............

Ovviamente, la mia scelta è cauta sul settore volo, e ho buttato giù quanto segue.... :type:

 

Corsa allo Spazio, scatta l’ora dei privati.

 

E intanto la NASA arranca……….

 

di Mauro Antonio Corrado Auditore

 

 

 

 

Alcuni mesi fa, girando per internet, ho letto di una nuova azienda, la Virgin Galactic, che a breve avrebbe offerto voli spaziali a chiunque. Pensavo fosse il solito slogan ad effetto di una compagnia aerea, ma ho letto meglio e ho capito di sbagliarmi. Era sì una compagnia aerea, ma una compagnia che a partire dal 2010, cioè da quando la loro “base di lancio” nel deserto del Nevada sarà ultimata, organizzeranno, al prezzo “modico” di 600.000 dollari a persona, voli suborbitali a quote appena oltre i 100 chilometri di quota, che secondo le convenzioni internazionali sono il limite dello spazio esterno.

 

Tutto è iniziato dall’Ansari X-Prize, nel 2004. Un anonimo milionario offrì 200.000 dollari All’ente privato (niente NASA & company, quindi) che avrebbe costruito per primo un mezzo in grado di trasportare in volo suborbitale a 140 km di quota 6 passeggeri. Il premio fu vinto dallo Scaled Composites SpaceShipOne, dietro finanziamento di Paul Allen, il cofondatore, insieme a Bill Gates, della Microsoft.

 

Nello stesso anno cedettero in licenza i diritti sulla tecnologia all’imprenditore Richard Branson, che li sta usando, insieme ad un investimento da 21,5 milioni di dollari, per lanciare la Virgin Galactic.Subito hanno iniziato a spuntare come i funghi i concorrenti, anche da parte europea, come EADS Astrium, controllata dallo stesso consorzio proprietario della Airbus. Non saremo ai livelli di 2001: odissea nello spazio, in cui c’era un’astronave “griffata” Pan-American Airlines che attraccava in orbita intorno alla luna, ma è solo questione di tempo.

 

Lasciando da parte le considerazioni economiche, pensiamo un momento ad una cosa davvero significativa in tutto ciò: questi risultati sono stati ottenuti da una ditta che al momento del primo volo dello SpaceShipOne contava, incluso lo stesso finanziatore Paul Allen solo 30 dipendenti e un budget di qualche centinaio di migliaia di dollari, mentre la NASA spende cifre incalcolabili per i suoi programmi che quasi sempre o sono infruttuosi, o hanno comunque un risultato inferiore alle aspettative. È una cosa che sta succedendo anche in altri settori.

 

Ormai pochi ricordano che la prima incarnazione di internet si chiamava ARPANET ed era un progetto finanziato dal dipartimento della difesa americano. Ed ora è il più grande mezzo di comunicazione che la storia ricordi, e a breve potrebbe davvero essere il “contenitore di tutto lo scibile umano” come avevano detto in passato alcuni dei “pionieri della rete”.

 

Forse è anche a causa della fine della guerra fredda. Non ci sono più due blocchi che si sfidano in tutti i campi per stabilire la supremazia. Poi ci sarebbe da dire se quelli dei vari Mercury ed Apollo e Sputnik siano stati veri viaggi spaziali o semplici bufale per cercare di battersi in un arte che ancora nessuno dei due contendenti poteva padroneggiare. I ripetuti inconvenienti capitati agli shuttle e ai loro predecessori e simili sembrerebbero la prova di tutto questo: Come si può pensare che l’uomo sia arrivato sulla luna con tecnologia dei tardi anni 70 e non ce la fa con quella dei primi “anni 2000”?

 

Ad ogni modo la vera corsa allo spazio inizia ora, con i privati che non si fanno problemi a collaudare da soli in propri mezzi e non fanno nessun compromesso tecnico per stare nel budget prefissato. Cosa che hanno spesso fatto i governi, che rischiano anche, a volte, la vita degli equipaggi. ora al team che progettò lo Space Shuttle fischieranno le orecchie, ma dopotutto se lo meritano. Hanno sulla coscienza gli equipaggi del Challenger e del Columbia, i due Shuttle andati distrutti nel corso dell’attività operativa.

 

 

 

 

 

 

Voi che ne pensate?

 

sono da 4 oppure qualcosa in più posso beccarlo?

 

se volete mandatemi pure dove volete, ma non in vietnam! :unsure:

Edited by the test pilot

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Uzzo, per me sei da dieci e lode per l'analisi tecnologico-politica, per lo stile dell'italiano, per la scelta del soggetto non-banale.

Presenta il pezzo così. Non ti sorprendere però se i tuoi insegnanti(anzi insegnante magari femmina, ignorante e quasi sicuramente ottusa) non ci capiranno granchè e non otterrai tutto quello che meriti

Cmq complimenti

Edited by Canadair

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Concordo con il giudizio di canadair. :good:

Peccato però per un errore storico.... la tecnologia per arrivare sulla luna era della fine degli anni 60 !!! :blink:

La missione dell' Apollo 11 era del 1969.

Dai non te la prendere. :biggrin:

 

Alex

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Mi sembra piuttosto azzeccato, il dibattito sul futuro della corsa allo spazio è sempre interessante ed è talmente vasto e contradditorio che probabilmente non ti basterebbero 50 tesine.

Avevo trovato degli articoli su Popular Mechanics piuttosto interessanti, se ti interessa l'argomento questo è il link:

http://www.popularmechanics.com/futurespace

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..aggiungo anche non si tratta di volo o sfp1, ma nessuno ha detto che non possiamo scrivere di altro.

"Miglioriamo la nostra ignoranza"

Inoltre, con le sue limitazioni, non è che la serie sfp1 offre tanti argomenti... grrrr

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ma realmente negli ultimi anni non sono riusciti ad arrivare sulla luna? io credevo fosse ormai un viaggio di "routine"

 

Non è che non ci sono riusciti ... è che si sono chiesti "ma che ci andiamo a fare?".

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... Ad ogni modo la vera corsa allo spazio inizia ora, con i privati che non si fanno problemi a collaudare da soli in propri mezzi e non fanno nessun compromesso tecnico per stare nel budget prefissato ...

 

Non sono molto daccordo ... per i privati fare "compromessi tecnici per stare nel budget prefissato" è la regola ... loro rischiano la bancatrotta se sforano ... i governi hanno fondi praticamente illimitati, se l'oggetto della spesa ha realmente interesse ... fai il paragone con le compagnie aeree di bandiera e quelle private ... molte delle seconde non raggiungono nemmeno gli standard di sicurezza minimi tanto venire escluse dagli spazi aerei di alcuni paesi mentre le prime (vedi Alitalia per non fare nomi) magari vanno in rosso ma non POSSONO risparmiare sulle spese relative alla sicurezza.

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sarà, ma il caro shuttle per compromesso di progettazione non ha utili accessori tipo un sistema di evacuazione rapida.................................................(si era parlato di sedili eiettabili "incapsulati", ma li hanno esclusi in sede di progetto.

inoltre mi riferivo a quei privati, tipo appunto mr.allen, che di sforare il bilancio nemmeno lo rischiano.

vai che mo la polemica inizia!

Edited by the test pilot

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sarà, ma il caro shuttle per compromesso di progettazione non ha utili accessori tipo un sistema di evacuazione rapida.................................................(si era parlato di sedili eiettabili "incapsulati", ma li hanno esclusi in sede di progetto.

inoltre mi riferivo a quei privati, tipo appunto mr.allen, che di sforare il bilancio nemmeno lo rischiano.

vai che mo la polemica inizia!

 

Vista la dinamica dell'incidente del Challenger, dubito che ci sarebbe stato il tempo per considerare un "eject" di gruppo. Per le imprese spaziali private ... uhmm ... sono piuttosto scettico ... anche i mr.allen hanno un consiglio di amministrazione e degli azionisti a cui rendere conto. Sarei felice di sbagliarmi però :yes: .

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Vista la dinamica dell'incidente del Challenger, dubito che ci sarebbe stato il tempo per considerare un "eject" di gruppo. Per le imprese spaziali private ... uhmm ... sono piuttosto scettico ... anche i mr.allen hanno un consiglio di amministrazione e degli azionisti a cui rendere conto. Sarei felice di sbagliarmi però yes.gif .

 

Senza poi contare un piccolo dettaglio: se l'incidente avviene nello spazio che fanno, battono tutti i record di altitudine per lanci col paracadute?

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